Editoria e patrimonio ambientale e culturale: un binomio vincente al Book Pride

Redazione - 22 Ott 2017 - 9:32
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L’editoria turistica come veicolo di promozione dei territori, ma anche luogo di sperimentazione, contaminazione e cooperazione

Costruire una narrazione articolata del territorio, porre in risalto le buone pratiche in grado di conciliare turismo e sostenibilità ambientale, promuovere l’editoria indipendente attraverso contaminazioni e forme innovative di comunicazione.

L’argomento è stato al centro del primo dei quattro eventi organizzati dall’Alleanza delle Cooperative italiane Comunicazione nell’ambito del Book Pride, la fiera dell’editoria indipendente che ha animato gli spazi e i cortili di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura nel week end del 20-22 ottobre 2017.

I relatori del convegno, che hanno ripreso i temi già affrontati nel corso dell’ultimo Salone del Libro di Torino (Un nuovo modello di promozione del turismo responsabile ed eco-sostenibile attraverso l’editoria indipendente), hanno voluto mettere in rilievo la pluralità di registri narrativi e prodotti editoriali legati alla conoscenza del territorio, al viaggio, al turismo culturale e naturalistico.

Se nell’immaginario comune, infatti, la guida cartacea è il primo e spesso unico prodotto editoriale conosciuto, l’offerta tematica è ben più articolata e costituisce un elemento trasversale e comune a più segmenti. Il tema del racconto di viaggio, innanzitutto, ne è forse la forma più antica: il Grand Tour, il viaggio sentimentale e allo stesso tempo iniziatico intrapreso dai giovani rampolli dell’aristocrazia europea, dagli artisti e dagli uomini di cultura, si tradusse in una vera e propria moda letteraria nei secoli XVII e XVIII generando una tipologia narrativa di vasto successo, tale da persistere sotto diverse forme sino ai nostri giorni. Isabella Ferretti di Odei, l’Osservatorio degli editori indipendenti co-organizzatore del Book Pride, ne ha saputo porre in luce le moderne declinazioni, che continuano a costituire un elemento imprescindibile di conoscenza del territorio e di supporto al turismo esperienziale.

Il racconto è un elemento, quindi, che crea un insieme organico con il viaggio, come ha sottolineato nel suo intervento il presidente di Legacoop Liguria Gianluigi Granero (ascolta il podcast). Da sempre l’uomo racconta le proprie emozioni del viaggio. Ma è il rapporto stesso tra cultura dei luoghi e turismo a costituire un elemento di innovazione, fuori dalla logica dell’evento e come elemento di concreta conoscenza. Il libro può aiutare a leggere il luogo con occhi diversi, e la cooperazione sta lavorando da tempo alla creazione di forme di turismo che anche attraverso la letteratura e il racconto contribuiscano alla veicolazione dei valori di sostenibilità. Ne sono prova ad esempio Enjoy Genova, il progetto di Coop Archeologia fondato sulla full-immersion del viaggiatore nella vita e nella storia cittadina con percorsi inediti alla riscoperta del patrimonio archeologico, la conoscenza di capolavori fuori dai grandi circuiti turistici, e l’attenzione a itinerari creativi nella città. Oppure il portale turistico di Riviera Culture, che non a caso segnala itinerari letterari e consente al viaggiatore fai-da-te di costruirsi itinerari inclini anche alle proprie passioni e conoscenze.

La Liguria, infatti, offre un ventaglio inaspettato di opportunità per il viaggiatore interessato a coglierne le bellezze naturalistiche, spesso nascoste perché ancora poco segnalate o adombrate dalle grandi mete da tempo conosciute e spesso troppo frequentate, tanto da comprometterne il fragile ecosistema. Non si può quindi prescindere dalla cultura, dal rapporto virtuoso che può determinarsi tra editoria e patrimonio naturalistico, ambientale e culturale del territorio, come hanno sottolineato Massimo Gottifredi e Roberto Calari dell’Alleanza delle Cooperative Italiane Turismo e Beni Culturali, costituita nel 2012 tra Culturalia-AGCI, FederCultura Turismo Sport-Confcooperative e Mediacoop-Legacoop (oltre 300 cooperative, con circa 40.000 soci e più di 3.000 addetti). Riappropriazione del territorio da parte di chi vi abita da un lato, offerta di nuovi stimoli culturali e motivazionali al turismo esperienziale dall’altro, costituiscono le due colonne portanti del turismo consapevole, anche in chiave di bibliodiversità e veicolo di sostenibilità.

Il turismo sostenibile, oggetto di un testo di prossima pubblicazione, consente di rafforzare questi legami e coinvolgere una pluralità di soggetti, dalle agenzie di viaggio ai gestori dei parchi, tema degli interventi di Massimiliano Zanessi (Robintur), di Alberto Girani (Ente Parco di Portofino) e di Maurizio Burlando (Ente Parco del Beigua), quest’ultimo coordinatore insieme a Davide Virzi di Coop Dafne di una guida innovativa di prossima uscita per le Edizioni del Capricorno, grazie alla disponibilità del suo direttore editoriale Walter Martiny).

L’editoria indipendente può essere anche un luogo di contaminazione, di sperimentazione di diversi linguaggi e mercati, guardando soprattutto all’aspetto della promozione della lettura. I dati sul calo vertiginoso dei lettori italiani resi noti alla Buchmesse di Francoforte hanno attraversato infatti come monito costante tutta l’edizione del Book Pride, animando un dibattito che coinvolge tutti i componenti della filiera editoriale. Una delle chiavi suggerite per contribuire a invertire il ciclo, che colloca l’Italia all’ultimo posto dei paesi europei per numero di lettori, può consistere nell’introduzione nel segmento di codici narrativi propri ad altri ambiti.

Si tratta di raccontare il viaggio, il territorio con altri mezzi e capacità di suggestione, ha osservato in conclusione Sebastiano Tringali. Il graphic novel ha saputo dimostrare nel corso degli anni la propria potenzialità comunicativa, il proprio ruolo trasversale ai generi letterari, l’attenzione, spesso superiore agli altri generi, al rapido mutamento dei consumi, sebbene sempre in un ruolo a torno ritenuto ancillare. È trascorso ormai mezzo secolo dai saggi di Umberto Eco e dalle intuizioni a riguardo di Oreste del Buono, ma ancora il graphic novel in Italia non gode della reputazione e del consumo al pari, ad esempio, della Francia (8,4 milioni di lettori, il 15,5% dei francesi acquista e legge fumetti per un giro di affari stimato di 451 milioni di euro e con un tasso di crescita del 20%, secondo il Sindacato francese degli editori). Coniugare il fascino e la capacità attrattiva del fumetto con il racconto del territorio può avvicinare le nuove generazioni alla lettura, ibridare la filiera, mettere a frutto competenze esistenti (si è ricordata la ricca scuola di disegnatori liguri) e contribuire alla conoscenza di borghi e aree minori, come la diffusione dei parchi letterari in Italia sta dimostrando essere possibile.

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