Tre anni di cooperazione nei bilanci sociali di Legacoop Imperia

Sebastiano Tringali - 14 Apr 2018 - 11:55
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Con la  pubblicazione dell’edizione 2016 prosegue l’impegno di Legacoop Imperia nell’elaborazione del bilancio sociale, che permette di misurare su un triennio le ricadute dell’attività imprenditoriale sul territorio 

L’imprenditoria cooperativa in provincia di Imperia si fonda su un centinaio di imprese riconducibili alle tre centrali di rappresentanza (Legacoop, Confcooperative e Agci), che operano in settori strategici per il territorio quali l’agroalimentare, la pesca, la logistica, i servizi turistico-culturali e alla persona. 

Quarantatré le cooperative attive iscritte a Legacoop Liguria al 2017 con 3.446 soci , cui si aggiungono cinque grandi imprese con sedi locali sul territorio che contribuiscono al totale del valore della produzione della cooperazione imperiese aderente a Legacoop, che per il 2016 sfiora i 58 milioni di euro, con il significativo aumento del 17% sul 2014, e registra 1.197 occupati, anch’essi in crescita (+11,1% rispetto al 2014 e + 21,6% sul 2015). 

Alle attività associative tradizionalmente consolidate (la cooperazione nelle filiere agricola e ittica vanta una lunga storia nell’estremo Ponente ligure, così come nella movimentazione delle merci), negli ultimi anni le cooperative hanno saputo aggiungere obiettivi di impresa coerenti con le direttrici di sviluppo e la nuova conformazione demografica del territorio

Cultura e turismo, servizi innovativi per le imprese, azioni collettive tese a mitigare gli effetti dello spopolamento delle aree interne sono stati nell’ultimo triennio oggetto degli investimenti e motore della nascita di nuove imprese, mentre il rafforzamento del settore sociale dimostra una risposta attiva a una domanda di welfare la cui crescita è destinata ad aumentare per il progressivo invecchiamento della popolazione. 

Coop Omnia, Giardini Botanici Hanbury di Ventimiglia

Gestione dei beni culturali, editoria, organizzazione di manifestazioni teatrali e musicali, promozione della cultura e servizi al turismo sono il cuore di un settore cresciuto in tre anni del 75,2%, da un valore alla produzione di 1.760.000 euro del 2014 ai 3.085.000 euro del 2016, a conferma della rilevanza sul territorio di un comparto vitalizzato anche dal successo del Corso di laurea in Scienze del Turismo attivato presso il polo universitario imperiese. 

Le cooperative imperiesi legate al turismo e alla cultura gestiscono alcuni tra i siti più affascinanti della Riviera (il più noto i giardini botanici di Villa Hanbury a Ventimiglia) ed enti di rilevo (l’Accademia di Belle Arti di Sanremo), realizzano percorsi guidati, eventi e manifestazioni di promozione del territorio. 

Ma non sono assenti realtà auto-organizzate tra le professioni della cultura, quali le cooperative nate di recente tra gruppi di artisti e promotori culturali oppure operanti nel campo della didattica e della formazione. 

Cooperativa Coseva

Dai servizi alla logistica e movimentazione merci al data entry, dalla creazione e gestione di software all’organizzazione di corsi per la formazione dei lavoratori sui temi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro, sino al marketing ed ai servizi assicurativi, senza omettere le bonifiche e le pulizie civili e industriali. 

La gamma dei soggetti di impresa in grado di offrire alle imprese servizi adeguati alla transizione digitale è vasta e composita, comprendendo sia piccole cooperative sia alcune grandi realtà in grado di offrire servizi integrati alle aziende del territorio, che complessivamente registrano nel 2016 un valore alla produzione di 16.240.000 euro, in crescita del 16,2% rispetto all’anno precedente e del 26,4% sul 2014.

Cooperativa Ture Nirvane, Ecovillaggio Torri Superiore

Tre cooperative di comunità liguri su undici sinora fondate hanno sede in provincia di Imperia, senza contare il ruolo di presidio ormai assunto dalla Cooperativa di consumo di Cosio d’Arroscia, costituita nel 1946 e rimasta unica bottega aperta del borgo. 

Ventimiglia, Mendatica e Pigna i luoghi dove è maturata in questi ultimi anni sul territorio l’esperienza più innovativa che la cooperazione italiana mette a disposizione per riallacciare i legami sociali e nello stesso tempo realizzare impresa. 

Le cooperative di comunità si propongono di rispondere alle esigenze della collettività nella tutela e manutenzione del patrimonio naturale e culturale, nell’accesso ai servizi, nella valorizzazione del prodotto locale, nel turismo sostenibile, nelle energie rinnovabili, nella rigenerazione urbana, nei servizi socio-assistenziali, nella rivitalizzazione dei borghi, dei piccoli comuni e dei territori spopolati dall’emigrazione e dall’inurbamento

L’impresa di comunità nell’imperiese può contare sull’attivazione del borgo di Torri Superiore intorno alla realizzazione dell’Ecovillaggio, forma sostenibile di ospitalità e nello stesso tempo rigenerazione di un’area soggetta allo spopolamento; nella realizzazione di percorsi escursionistici con mobilità ecosostenibile e di progetti nei campi dell’agricoltura biorganica, del turismo sostenibile e delle fonti di energia rinnovabile sostenuti anche da iniziative editoriali innovative. 

Cooperativa FlorCoop Sanremo

Le storiche articolazioni del settore agroalimentare (floricoltura, viticoltura, olivicoltura, orticoltura) proseguono lungo il trend di crescita post-crisi, con una sostanziale tenuta sul fronte associativo e occupazionale, e una crescita nella produzione dell’8,7% nel triennio 2014-2016, da quasi 28 milioni di euro ai 30.455.000 totalizzati dalle nove cooperative attive nel 2016. 

Il consorzio tra produttori, baluardo degli esordi dell’associazionismo agroalimentare degli anni settanta, ha saputo nel corso degli anni, tra non poche difficoltà, specializzarsi dal semplice conferimento alla commercializzazione, ai servizi tecnici e formativi, alla riattivazione di antiche pratiche (il frantoio sociale comune, la nuova valorizzazione dell’attività forestale) anche in chiave di destagionalizzazione della produzione e di garanzia della continuità occupazionale. 

La pesca, con sei imprese attive e un valore alla produzione di 2.636.000 euro (+7,1% sul 2015) è stata in grado di integrare l’attività tradizionale con una vasta opera di sensibilizzazione (attuata anche grazie ad una efficace presenza sui social network) sui temi dell’educazione consapevole al consumo, pratiche di ittiturismo e vendita diretta del pescato, contribuendo al rilancio del porto peschereccio di Oneglia. 

Cooperativa Hesperos, progetto alternanza scuola-lavoro

Cresce, nel numero di imprese, negli occupati e nella gamma di servizi il settore sociale nel suo complesso di aziende operanti nei servizi sociosanitari ed educativi (tipo A) e di inserimento di personale svantaggiato (tipo B): +23,1% sul 2014 (e +9,5 sul 2015) il valore della produzione 2016 di un settore che occupa 221 persone tra soci lavoratori e dipendenti non soci. 

Pulizia e manutenzione delle strade, raccolta e smaltimento rifiuti, ristorazione e catering, ma anche servizi più innovativi quali il data entry e la gestione di pratiche esattoriali, sino a progetti elaborati di alternanza scuola-lavoro, di riqualificazione a fini sociali di aree dismesse, soluzioni innovative nel campo della raccolta differenziata e della formazione scolastica su temi sociali compongono un quadro estremamente vario e denso di molteplici potenzialità, anche legate alle emergenze di una terra di frontiera alle prese con la pressione migratoria. 

Società di mutuo soccorso di Bordighera, festa sociale 1920 ca.

Le nuove sfide della cooperazione imperiese, infine, non possono prescindere dalla rivitalizzazione di luoghi che hanno segnato per lunghi decenni la socialità del territorio fondata sulla auto-organizzazione di migliaia di operai, agricoltori, pescatori. 

Aderiscono infatti a Legacoop antiche società di mutuo soccorso, che tramite l’erogazione di prestazioni socio-sanitarie e socio-assistenziali, l’offerta di una socialità costruttiva e di azioni a tutela delle tradizioni locali cercano di uscire dalla supposta marginalità cui i nuovi assetti del mercato del lavoro ed il calo della partecipazione sembravano avere destinato.    

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immagine di copertina

Il centro storico di Portomaurizio (IM) © Maurobrock via Wikimedia Commons

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