Rapporto sociale Fimiv 2018

Sebastiano Tringali - 29 Mag 2018 - 19:05
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Oltre 500 società di mutuo soccorso che agiscono a favore di quasi un milione di cittadini italiani: i numeri dell’assistenza sanitaria integrativa nel Rapporto di Missione Fimiv

Punto di riferimento nell’età industriale per decine di migliaia di operai e artigiani e per le loro famiglie, le società di mutuo soccorso italiane, lontane dall’apparire un elemento residuale del welfare otto-novecentesco, hanno mantenuto inalterato il proprio carattere originario di associazione volontaria e la propria missione di solidarietà attiva e assistenza per i soci, adattando e raffinando la propria azione al mutare del contesto.

Il modello associativo nato tra Piemonte e Liguria in età risorgimentale e che costituì per svariati decenni l’unica forma di assicurazione per i ceti sociali più deboli, partecipa attualmente in misura significativa alle forme integrative dell’assistenza sanitaria pubblica, tramite l’erogazione di sussidi e prestazioni per un valore complessivo di 95 milioni di euro, pari al 78% dei contributi raccolti tra gli associati.

Quasi un milione di cittadini italiani (953mila, tra soci e familiari) è ricorso nel 2016 alle varie forme di assistenza previsti dal complesso di società di mutuo soccorso aderenti a Fimiv, dislocate nell’intera penisola con gli storici scompensi tra le diverse aree territoriali che ne privilegiano la presenza al Nord Ovest (75% del totale).

Se un tempo era la fratellanza cementata nei posti di lavoro e nelle associazioni la cornice in cui si attuava lo scambio mutualistico (di cui la reciproca stretta di mano è l’icona identitaria) il complesso valoriale del mutualismo è giunto alle nostre generazioni attualizzato nella sua funzione di cerniera tra mondo del lavoro e società civile, in grado di intercettare nuovi bisogni e sperimentare forme di assistenza.

“È stretto obbligo di tutti i soci di coadiuvare i membri della commissione sanitaria nel visitare i soci infermi due volte la settimana, recar loro soccorso a domicilio o all’ospedale, informarsi sul servizio del medico e del farmacista, prestarsi alla veglia notturna”

dallo Statuto 1892 della Società di Mutuo Soccorso Universale di Genova Sampierdarena

Le mutue sanitarie, i fondi sanitari aziendali, l’organizzazione dell’assistenza nella non-autosufficienza insieme alle cooperative sociali, la somministrazione di prestazioni e servizi sociosanitari domiciliari e il rimborso di prestazioni rappresentano alcune delle moderne espressioni dell’evoluzione dell’antico istituto e tornasole dei mutamenti del welfare nazionale.

In quest’ottica appare significativa la scelta di buone pratiche segnalate nel Rapporto, che restituisce una relazione immutata con il territorio e i suoi attori sociali anche sul fronte non meno importante della diffusione della cultura e dei valori solidaristici, come testimonia una costante attenzione alla formazione dei figli dei soci, o la preziosa attività del Museo del Mutuo Soccorso di Pinerolo.

Responsabilità, rispetto, fiducia e sicurezza, i principi che determinano l’identità e la vita delle società di mutuo soccorso e che non casualmente aprono lo studio, sono altrettanti cardini della prassi democratica e della formazione civica, elementi imprescindibili della relazione comunitaria e del mix di impegni e diritti che regola l’agire associativo.

Il Rapporto sociale della mutualità italiana 2018, a cura di Loredana Vergassola (Centro Studi Fimiv), è scaricabile da questa pagina oppure dal sito della Federazione Italiana Mutualità Volontaria

 

per approfondire: Mutua Ligure

per l’immagine di copertina @Museo storico del Mutuo Soccorso

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