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Rapporto Coop ’17 – Il boom dell’e-food

Redazione - 23 Ott 2017 - 15:51
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L’e-commerce trasforma abitudini, gusti e acquisti degli italiani: cresce anche il mercato alimentare

Oltre 27 miliardi di euro, +23% rispetto al 2016 e tre volte superiore a cinque anni fa: è il valore stimato degli acquisti degli italiani attraverso il canale digitale, dimostrazione tangibile del peso e del tasso di crescita dell’e-commerce in Italia (fonte CartaSì).

Il canale continua ad avere forti margini di sviluppo, nonostante – avverte il rapporto italianicoop – la nostra nazione sconti un divario sensibile con gli altri paesi UE (il valore del segmento in Europa è stimato nell’ordine dei 510 miliardi, con Regno Unito, Francia e Germania che concentrano da soli circa il 60%), dovuto anche alla bassa propensione delle imprese italiane ad organizzare il servizio di vendita online (solo il 16% delle PMI).

Il successo dell’e-commerce è facilitato da alcuni fattori: la sicurezza e la facilità nei pagamenti e l’ottimizzazione delle piattaforme per l’acquisto per i dispositivi mobili, la cui penetrazione nel paese è altissima. L’Italia è infatti il terzo paese al mondo, dopo Spagna e Singapore, per numero di dispositivi per persona, e secondo un’indagine Netcomm su 21 milioni gli italiani che acquistano online, circa il 30% utilizza le applicazioni per smartphone (solo il 12% acquista su tablet).

Quanto al profilo degli acquirenti, il consumatore tipo di e-commerce è relativamente giovane (tra i 35 e i 44 anni), abita al Nord-Ovest (ma stanno crescendo Nord-Est e Sud), in città di grandi dimensioni (49 acquirenti su 100 abitano in un grande centro urbano) e ha un tasso medio-alto di istruzione.

Nel 2016, prima tra le regioni italiane per utenti di e-commerce era la Valle d’Aosta, seguita da Lombardia, Friuli, Toscana, Trentino. La Liguria era in sesta posizione, con il 32% degli individui che hanno utilizzato internet per acquistare beni e servizi negli ultimi tre mesi, contro una media nazionale del 27%.  

Se sino a pochissimi anni fa l’e-commerce trainava in particolare modo il comparto turistico, l’abbigliamento e l’intrattenimento, l’offerta merceologica attraverso il canale digitale si è sensibilmente arricchita nel settore casa (+26%) ma soprattutto nel comparto alimentare, che nell’ultimo anno ha registrato un aumento percentuale del 35% nelle vendite.

Nel 2017, secondo l’Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano, nel suo complesso il mercato del food&grocery online totalizzerà un giro di affari superiore agli 800 milioni di euro: +37% rispetto al 2016, la variazione più rilevante tra i diversi comparti merceologici (ma le ultime rilevazioni si spingono sino al +43%).  

Nonostante la tendenza in crescita, il segmento rappresenta ancora una nicchia, sia in relazione ai consumi europei (in Italia vale mezzo punto percentuale, dei consumi interni, in Francia e Regno Unito tra il 6% e l’8%), sia per l’incidenza sul complesso dell’e-commerce (solo il 4% del mercato).

Pesa, sempre secondo l’Osservatorio, il fatto che «il settore non è in grado di garantire una copertura territoriale diffusa e omogenea sul territorio italiano: solo il 15% della popolazione infatti può effettuare online la spesa “da supermercato” con livello di servizio idoneo, mentre un altro 55% della popolazione ha un accesso solo potenziale all’e-commerce».

Il commercio online di generi alimentari in Italia transita prevalentemente attraverso tre canali: i siti internet dei distributori (come cooponline), i marketplace dedicati (come Amazon Fresh e Eataly) e i cataloghi online di produttori di enogastronomia locale che, seppure con estrema lentezza e con una scelta limitata, si stanno affermando in particolar modo nel beverage. 

Secondo un’indagine Nielsen relativa al 2016, oltre 14 milioni di consumatori italiani visitano i siti dei retailer (9,4 milioni, +9%), degli aggregatori di promozioni (7 milioni, +2%), dei brand (6,6 milioni, +20%) per un totale complessivo di 14,4 milioni (+11% rispetto al 2015).

La novità più rilevante del 2017 è da ricercare nell’inserimento dei prodotti freschi nel carrello digitale degli italiani: i tabù a riguardo sembrano ormai del tutto superati grazie anche alla progressiva fiducia guadagnata in generale dalle piattaforme, unita all’aumento e alla diversificazione dell’offerta da parte della grande distribuzione.

Il 2017, infatti, ha visto l’affermazione delle consegne a domicilio o l’acquisto con ritiro presso il punto vendita più comodo o vicino (click&collect) o in un corner posizionato all’esterno del supermercato senza nemmeno scendere dall’auto (click&drive). Si stima che queste forme di acquisto valgano circa un decimo del totale transato, e possa crescere sensibilmente nel gradimento degli utenti.

Per quanto riguarda il settore food, le abitudini di consumo e il profilo degli acquirenti cambiano sensibilmente rispetto al resto dell’e-commerce. Non è lo smartphone il principale canale, bensì pc (61%) e laptop, che assorbono circa tre quarti degli ordini: segnale di un acquisto meno compulsivo, condiviso spesso con i familiari. Lo scontrino medio per il food online è stimato sui 540 euro (135 euro con una frequenza annua di quattro acquisti), mentre le famiglie che effettuano la spesa online sono circa 5,6 milioni, con una crescita del 30% nell’ultimo anno.

Scarica l’anteprima digitale del Rapporto Coop ’17 sul sito italiani.coop.

Scarica da questa pagina gli abstract sull’e-commerce e sull’e-food del Rapporto Coop ’17 (pp. 274-275: 314-319).

Vai all’evento di presentazione del Rapporto.

Vai al sito del Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano.

L’indagine Nielsen citata è stata pubblicata su «Mediaforum», n. 6, luglio 2017.

Vai all’articolo di presentazione del servizio Coop Drive sul sito di Coop Liguria.

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