Pendolaria 2017

Redazione - 19 Mar 2018 - 9:09
Ascolta l'articolo:

Diciassettemila passeggeri in più (122.259, +16% tra il 2010 e il 2017), a fronte di un taglio del servizio pari al 8,1% e un aumento tariffario del 48,9%: è la realtà del trasporto ferroviario in Liguria, che in attesa dell’avvio del rinnovamento del materiale rotabile previsto dal nuovo contratto di servizio regionale, spicca quale unica regione del Nord con una età media dei treni di 19 anni nell’annuale rapporto Pendolaria di Legambiente.

Il rapporto 2017 fotografa la quotidianità dei viaggiatori pendolari in una nazione realmente a più velocità, in un ambito in cui risultano più evidenti le diseguaglianze tra le aree nazionali e la forbice che si va ampliando tra collegamenti ad alta velocità e mobilità a breve percorrenza, con problematiche che cambiano da regione a regione o addirittura da città a città.

Se da un lato è aumentata l’offerta di servizio su alcune direttrici, su altre si è ridotto il numero di treni con conseguente riduzione del numero di persone che lo utilizzano quotidianamente.

Ogni giorno sono 5,51 milioni le persone che prendono i treni per spostarsi nelle regioni e nelle città italiane. Di questi sono 2 milioni e 841mila i passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale, divisi tra 1,377 milioni che utilizzano i convogli di Trenitalia e 1,464 milioni quelli degli altri 20 concessionari (tra cui 735mila Trenord in Lombardia, 207mila CTI in Emilia-Romagna, 190mila per Atac nel Lazio, 154mila per Eav in Campania).

Sono invece 2milioni e 672mila coloro che ogni giorno prendono le metropolitane, presenti in sole sette città italiane: Milano, Roma, Napoli, Torino, Brescia, Catania e Genova, penultima per numero di passeggeri (44.800 giornalieri, 15 milioni annui).

Seppur di poco, questi numeri sono cresciuti nel corso del 2017: +0,4% rispetto al 2016 per il servizio ferroviario regionale, +0,6% rispetto al 2016 per quello metropolitano.

Ai grandi successi dell’Alta Velocità maturati in questi anni, con l’ ampia offerta di treni (tra Salerno, Roma, Firenze, Bologna, Milano, Torino e Venezia) e un aumento dell’offerta in meno di 11 anni pari al 435%, si contrappone una situazione del trasporto regionale che rimane difficile, anche per via della riduzione dei treni Intercity e dei collegamenti a lunga percorrenza (-15,5 dal 2010 al 2016) con un calo del 40% dei passeggeri e la diminuzione dei collegamenti regionali (-6,5% dal 2010 al 2016), a seguito dei tagli alle risorse dello Stato per il servizio, imposti nella Legge finanziaria 2010 dal governo guidato da Silvio Berlusconi.

Se tra Firenze e Bologna è in servizio una vera e propria metropolitana, con 152 treni che sfrecciano a 300 km/h nei due sensi di marcia ogni giorno, gli utenti della Genova-Savona-Ventimiglia (147 km) e delle altre tratte regionali godono del maggiore incremento tariffario registrato nelle regioni italiane dal 2010 al 2017 (+48,9%, e la media tariffaria della nostra regione per i biglietti da 1 a 30 km di percorrenza è la più alta d’Italia) pur sopportando quotidianamente i disagi di una linea che non a caso figura tra le più sventurate nel rapporto annuale di Legambiente.

L’età media del materiale rotabile sui 500 km di binari della Liguria è infatti più vicina alle percentuali del Sud Italia (19,1 anni, contro la media del Nord di 13,3 mentre al Sud l’età media è di 19,2 anni, la media italiana 16,8): 15 anni l’età media dei convogli liguri, ben sopra la media delle regioni del Nord.

L’obsolescenza delle carrozze e lo stato delle stazioni frequentate quotidianamente dai 122mila pendolari liguri (di cui 22mila abbonati) figurano ai primi posti tra i motivi di lamentela degli utenti: il Rapporto di Legambiente dal 2008 analizza infatti in ogni Regione le risorse e gli impegni previsti nei contratti di servizio, per capire come le politiche dei governi locali sui trasporti si siano tradotte o meno in attenzioni e investimenti a favore del trasporto ferroviario pendolare.

È alle Regioni infatti, giova ricordarlo, che dal 2000 spetta definire con i gestori, operanti in concessione sul proprio territorio, la quantità, i costi e gli standard di qualità dei servizi ferroviari erogati. Tali  prestazioni sono stabilite nei cosiddetti Contratti di Servizio (CdS), con il quale da un lato l’impresa ferroviaria s’impegna all’erogazione di un quantitativo di treni per km ed al rispetto di determinati indici di qualità (relativi a pulizia, comfort, informazione e puntualità delle corse), dall’altro l’amministrazione regionale stabilisce un corrispettivo economico per l’erogazione di tali servizi e stabilisce le penali da applicare al gestore dei servizi in caso di mancato rispetto degli indici di qualità definiti dallo stesso contratto.

In Liguria il contratto di servizio con Trenitalia è stato rinnovato ai primi di gennaio 2018 per la durata di 15 anni, con scadenza al 2032: gli utenti avranno modo di valutare i previsti miglioramenti in una regione che oltre alla citata tratta litoranea riscontrano problemi anche sulle direttrici verso le regioni limitrofe: in particolare sulla linea che collega Genova ad Acqui Terme, che svolge un ruolo sia di collegamento interregionale che pendolare, con diverse stazioni nella provincia di Genova e vede ancora 46 km di binario unico sui 63 della tratta, mentre alcune linee hanno subito tagli superiori al 40%, come per i treni in Val Bormida, Valli Stura e Orba.

Ritardi, scarsa igiene sulle carrozze e nelle stazioni sono segnalati dai comitati dei pendolari sulla tratta Ovada-Genova Brignole, problemi di elevato sovraffollamento e di estrema lentezza sulla Genova Voltri-Nervi (25 km/h) e sulla Genova-Sarzana, dove la velocità media registrata è di 47 km/h.

Il rapporto è scaricabile da questa pagina o dal sito di Legambiente

Potrebbero interessarti