Luglio 1978: il saluto della cooperazione al Presidente Sandro Pertini

Sebastiano Tringali - 8 Lug 2018 - 9:17
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Quaranta anni fa, l’8 luglio 1978, il socialista Sandro Pertini viene eletto Presidente della Repubblica: Legacoop ne ricorda l’attenzione verso il mondo della cooperazione e i suoi valori

«L’omaggio devoto e l’augurio da parte della Presidenza della Lega Nazionale Cooperative e Mutue, è interprete anche del pensiero e dei sentimenti di tutti i cooperatori associati.

Per il suo rigore morale e intellettuale, lo stile di vita, la coerenza, l’appassionata dedizione ai valori dell’antifascismo e della Resistenza, lo spirito unitario nella difesa delle legittime aspirazioni dei lavoratori essi riconoscono in Lei il garante esemplare della difesa della Repubblica e del diritto del popolo italiano a progredire nella libertà e nella democrazia.

Salutano quindi, con schietta esultanza la Sua elezione, che è vittoria di un candidato popolare, è vittoria della solidarietà fra le forze democratiche, è risposta, attraverso il larghissimo consenso nel Suo nome, alla esigenza dell’unità della nazione.

In questo obiettivo, di cui Ella con tanta fermezza ha sottolineato l’altissimo valore, anche i cooperatori, che come Ella ben sa, si richiamano per tradizione agli ideali di pace, di solidarietà e di giustizia sociale, faranno la loro parte.

È un impegno che in questa occasione solenne essi rinnovano di fronte al Paese»

Nel congratularsi per l’elezione a Presidente della Repubblica del candidato popolare, quel Sandro Pertini simbolo da un cinquantennio di coerenza ideale e di prassi democratica, il telegramma di saluto della Presidenza della Lega nazionale delle Cooperative ne ricorda il giovanile interesse dello studioso formatosi sulle idee liberali e riformiste dei fratelli Rosselli, di Filippo Turati, di Gaetano Salvemini: quel patrimonio ideale che (come Ella ben sa) aveva sostanziato la sua tesi di laurea dedicata proprio alla cooperazione e discussa nell’autunno 1924, pochi mesi prima di iniziare e scontare la sua lunga militanza antifascista.

Nel suo studio giovanile, l’economia cooperativa veniva esaminata, infatti, anche nella sua funzione all’interno del progetto, graduale e inclusivo, di cambiamento della società attraverso la solidarietà, la lotta alle diseguaglianze, la partecipazione libera e paritetica, l’equità nella ripartizione dei benefici del lavoro e del progresso tecnologico: insieme di aspirazioni e valori, comuni alla cooperazione quanto alle altre forme associative di ispirazione democratica, che nel momento più drammatico della storia repubblicana torna ad essere il terreno su cui misurare la coesione e l’unità nazionale.

Il discorso di insediamento di Pertini, pronunciato il 9 luglio 1978 nel clima di emergenza e commozione nazionale successivo all’omicidio di Aldo Moro, insiste significativamente sul nesso equità sociale-libertà, rivendicando la memoria di chi – come i Rosselli, Gobetti, Gramsci – aveva perso la propria libertà (Tutta la nostra giovinezza abbiamo gettato nella lotta, senza badare a rinunce per riconquistare la libertà perduta), non come atto rivendicativo di una parte politica, bensì per sottolineare la fragilità di questa se non sorretta da una comune aspirazione alla giustizia sociale, per assicurare il pieno godimento dei diritti ascritti nel dettato costituzionale di cui Pertini si fa garante come «il Presidente della Repubblica i tutti gli italiani, fratello a tutti nell’amor di patria e nell’aspirazione costante alla libertà e alla giustizia».

Le citazioni e le immagini sono tratte da:

«La Cooperazione Italiana», 1° agosto 1978.

Discorso di insediamento del Presidente Alessandro Pertini, Archivio Storico della Camera dei Deputati.

Sandro Pertini, La Cooperazione: tesi di laurea discussa all’Istituto “Cesare Alfieri” di Firenze nel 1924, a cura di Sebastiano Tringali, introduzione di Fabio Fabbri, Ames, Genova 2012 ISBN 9788894315233 Ames, Genova 2012

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