Lo spreco alimentare domestico

Redazione - 5 Feb 2018 - 16:24
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Per la prima volta un’indagine quantitativa sul cibo sprecato dalle famiglie: i dati del progetto Reduce presentati in occasione della quinta Giornata nazionale di prevenzione allo spreco alimentare

Il Rapporto Coop sullo spreco alimentare (leggi il nostro articolo 2018 Anno del Cibo italiano. Primo: ridurne lo spreco) ha recentemente evidenziato come, differentemente dalla percezione comune, il maggiore apporto allo spreco alimentare in Italia sia da attribuire non al segmento della grande distribuzione, bensì all’anello della filiera agroalimentare a noi più vicino, quello composto dalle famiglie di consumatori.

Per la prima volta in Europa, un’indagine promossa dalla campagna SprecoZero su un campione statisticamente significativo, fornisce una quantificazione di un fenomeno che la Fao stima aggirarsi su una perdita media di 88 milioni di tonnellate di alimenti, 180 chili pro capite all’anno.

I monitoraggi, condotti sulle famiglie e su scuole, iper e supermercati italiani, sono stati realizzati dal Progetto Reduce, coordinato da Luca Falasconi e sostenuto dal Ministero dell’Ambiente per contribuire alla prevenzione e riduzione degli sprechi alimentari a livello nazionale, insieme all’Università di Bologna-Distal (Dipartimento di Scienze agro-alimentari) e con il partenariato dell’Università della Tuscia-Deim, del Politecnico di Milano-Dica e dell’Università di Udine-Deis.

I Diari di Famiglia dello spreco che hanno coinvolto 430 famiglie di tutta Italia nell’annotare quotidianamente acquisti e rifiuti alimentari, hanno registrato per una settimana la quantità e la tipologia di cibo gettato dalle famiglie, rilevando le cause che hanno determinato lo spreco.

I risultati dell’indagine evidenziano un aumento della sensibilità da parte dei consumatori, che ha portato a una riduzione della stima dello spreco di cibo nei comportamenti quotidiani, primo segno dell’effetto congiunto di crisi economica e di efficaci campagne di sensibilizzazione ed educazione alimentare.

Rispetto alle stime 2016 di 145 chili a famiglia e di 63 a persona di frutta, verdura, latticini gettati annualmente, la ricerca permette di quantificare ora lo spreco in 84,9 kg a famiglia e 36 kg a testa, corrispondenti a 100 grammi al giorno, per un valore di circa 250 euro pro capite annui.

Quasi il 60% dello spreco (59,3%) è individuabile nelle verdure (25,7%), nel latte e latticini (17,4%) e nella frutta (16,2%); seguono con il 7,6% pasta, riso e cereali e con il 6,5% carne e derivati. Agli ultimi posti torte, dessert, uova, snack e biscotti.

Dalle famiglie, il monitoraggio si è esteso alla grande distribuzione e alle mense scolastiche. I pranzi degli studenti sono state oggetto di un monitoraggio effettuato dall’Università di Bologna su un campione di 73 scuole primarie in Emilia-Romagna Lazio Friuli-Venezia Giulia per un totale di quasi 110mila pasti e 11.500 soggetti tra personale scolastico e studenti. Il 29,5% del pasto (120 grammi di cibo per ogni bambino) viene sprecato, tra avanzi (16,7%), cibo intatto lasciato in mensa (5,4%) o portato in classe (7,4%) con dominanza della frutta.

La rilevazione effettuata su 16 punti vendita della GDO, di cui 3 ipermercati (oltre 2.500 mq) e 13 supermercati (da 600 a 2.500 mq) dal DEIM (Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa) dell’Università della Tuscia stabilisce in 9,5 kg annui per mq di superficie di vendita lo spreco negli ipermercati, ed in 18,8 kg all’anno per mq nei supermercati. Per ogni cittadino italiano i valori individuati corrispondono ad uno spreco di 2,9 kg annui procapite e si stima che il 35% di tali quantità potrebbero essere ancora recuperabili per l’alimentazione umana. Quanto alla perdita economica, l’incidenza dello spreco alimentare sul fatturato dei punti vendita è sotto l’1% per gli ipermercati e l’1,4% per i supermercati.

Il Rapporto Waste Watcher Last Minute Market/Swg segnalava già a fine 2017 una riduzione sensibile, nell’ordine del 40% sul 2016, dello spreco prodotto dalle famiglie italiane. Nonostante il calo percepito, i valori assoluti dello spreco in Italia restano alti, stimati ora in 2,2 milioni di tonnellate per un valore di 8,5 miliardi di euro (0,6% del Pil), cui si aggiungono i costi economici e ambientali dello smaltimento.

Tuttavia, le buone pratiche a favore della prevenzione e della riduzione iniziano a farsi consistenti sul territorio italiano. L’iniziativa pubblica è infatti supportata da una pluralità di soggetti privati che spingono sul fronte della sensibilizzazione e dell’adozione di comportamenti di responsabilità sociale sul fronte dello spreco alimentare. L’esempio forse più noto è l’opera di ricerca e divulgazione su cibo, nutrizione e sostenibilità del Barilla Center for Food & Nutrition.

In occasione della Giornata nazionale di prevenzione e nell’ambito del progetto “Meno Spreco, Più Solidarietà”, Coop ha rilanciato l’impegno a prevenire e ridurre la formazione delle eccedenze alimentari e a donare la quota che si genera nel processo distributivo, con la pubblicazione del citato Libro Bianco e con la campagna CoopNoSpreco, un portale e una web community tra consumatori, associazioni, il mondo della scuola, le piccole e medie imprese e gli enti locali (grazie anche alla capillarità della presenza della cooperativa, presente in 760 comuni).

La campagna di Coop nel primo mese ha ottenuto 440 mila accessi al portale, 110mila alla community, più di 600 le app installate a conferma di un interesse crescente tra i soci e i consumatori sulle tematiche di riduzione degli impatti sociali e ambientali dello spreco e di un efficiente trasferimento tecnologico delle azioni di sostenibilità e di solidarietà praticate nelle sezioni soci.

L’immagine di copertina è una delle tavole realizzate da Altan per la campagna SprecoZero

Il sito di SprecoZero e il blog del Progetto Reduce

La puntata di La Radio ne parla, Radiouno, 1 febbraio 2018 con l’intervista ad Andrea Segrè e Stefano Zamagni

ANCC-COOP Libro bianco Coop sullo spreco alimentare 2017

La web community e la Presentazione della Campagna CoopNoSpreco con gli interventi di Andrea Olivero – Vice Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Riccardo Bonacina – Editore della Rivista Vita; Maria Chiara Gadda – Deputata, promotrice e relatrice della legge 166/2016; Simona Bonafè – Eurodeputata, relatrice del pacchetto “economia circolare”; Livia Pomodoro – Presidente Milan Center for Food Law and Policy; Marco Lucchini – Segretario Generale Fondazione Banco Alimentare; Oliviero Forti – Responsabile Ufficio Immigrazione Caritas Italiana; Andrea Segrè – Presidente Fondazione FICO – Fabbrica Italiana Contadina, Stefano Bassi – Presidente ANCC-COOP. 

Contro lo spreco alimentare ecco il “Modello Coop”, NelPaese, 2 febbraio 2018

CSC Liguria 2018 Anno del Cibo italiano. Primo: ridurne lo spreco, 19 gennaio 2018

Una giornata contro lo spreco alimentare, Food, 5 febbraio 2018

Elena Nieddu, Cento grammi di bontà nella spazzatura, Il Secolo XIX, 1 febbraio 2018

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