La cooperazione italiana nella ripresa economica

Redazione - 25 Gen 2018 - 16:53
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Una metodologia innovativa di analisi fotografa le caratteristiche delle cooperative italiane all’uscita dalla crisi: da resistenti a resilienti

Il rapporto La cooperazione nella ripresa 2014-2016: confronto tra Spa e Cooperative è il primo esito dell’attività di analisi dell’Area Studi, alta formazione e ricerca di Legacoop nazionale, finalizzata all’elaborazione di nuove categorie e metodologie analitiche per definire la cooperazione nella delicata fase di uscita dalla crisi.

Nel triennio analizzato, il Paese sta riemergendo dalla profonda e lunga crisi cominciata nel 2008, attraversando una ripresa più graduale rispetto ai cicli economici precedenti: alla luce della particolarità congiunturale, l’analisi dell’Area studi offre diverse possibilità di lettura e spunti di ricerca utili a comprendere gli elementi di un processo ancora in divenire.  

L’analisi consente di quantificare l’apporto cooperativo all’avvenuta inversione di tendenza del ciclo economico iniziato con il 2008, in prospettiva di confronto con le imprese di capitale e quale primo approfondimento di settore per le imprese associate a Legacoop.

L’elevata rappresentatività del campione di imprese cooperative e spa preso in esame nel triennio 2014-2016 consente di visualizzare con efficacia l’andamento della cooperazione all’interno del quadro di insieme dell’economia italiana, supportato dagli indicatori macro su Pil, spesa per consumi delle famiglie e investimenti fissi lordi, desunti da ISTAT e MEF sia nei valori previsionali, sia in quelli consuntivi.

Per confrontare le performance di cooperative e imprese di capitale sono considerate 21.334 Spa italiane, equivalenti al 72,1% delle imprese a fine 2015: difformità dovute a esclusioni dal campione (banche, assicurazioni e società finanziarie), disomogeneità nella serie storica ed indisponibilità dei bilanci civilistici per il 2016, sia per le coop, sia in misura inferiore per le spa. Il valore alla produzione complessivo delle spa a fine 2016 è di oltre 973 miliardi di euro, in crescita del 3,2% rispetto al 2014, con un incremento maggiore registrato nel 2015 (+2,2%).

Le cooperative italiane attive con bilanci disponibili dal 2014 al 2016 sono 32.426, il 56,3% del totale delle coop censite dall’Istat a fine 2015. La produzione complessiva a fine 2016 è superiore a 119 miliardi di euro, con una variazione rispetto al 2014 del 4,2% e con una elevata crescita occupazionale. Gli addetti passano dagli 876.278 del 2014 ai 964.629 alla fine del 2016, con una variazione del 10,1% (+6,4% tra il 2014 e il 2015, +3,5% tra 2015 e 2016), mentre il costo del lavoro nel triennio è aumentato del 12,8%.

La cooperazione aderente a Legacoop registra incrementi percentuali 2016/2014 su valore della produzione aggregata (+3,5%), addetti (+6,4%) e costo del lavoro (+7,5%) inferiori all’insieme delle cooperative italiane, ma pur sempre maggiori rispetto a quanto occorso alle Spa.

Pur rappresentando in termini numerici solo il 15,8% dell’insieme delle cooperative considerate – si sottolinea nel rapporto – se si guarda al valore prodotto del 2016, le cooperative di Legacoop con 57,7 miliardi di euro ne rappresentano ben il 48,3%.

Da resistenti a resilienti

Nel primo Rapporto Censis sulla cooperazione italiana del 2012, così come in altri studi condotti da Euricse e dalle centrali di rappresentanza nel cuore della crisi, erano già emerse le doti di resistenza nelle fasi di sofferenza e la capacità di adattamento e resilienza che ha consentito alle cooperative italiane – pure tra divari dimensionali, territoriali e settoriali – di riattivarsi a crisi conclusa con maggiore rapidità rispetto alle imprese di capitale.

Rinviando al report per la dettagliata analisi delle variabili per classi dimensionali, l’anticipazione sull’andamento 2014-2016 dei settori di attività di 5.126 cooperative italiane associate a Legacoop consente di misurare in un quadro di crescita, anche le differenze esistenti tra i comparti di attività delle associate nell’andamento del valore della produzione, nei risultati di esercizio e negli addetti.

Cooperazione sociale e agroalimentare proseguono il percorso di crescita generale iniziato a crisi ancora in corso, mentre le coop di produzione e lavoro e quelle di abitazione scontano la pesantissima crisi che tuttora investe l’edilizia.

Per la distribuzione, se quella tra dettaglianti evidenzia la crescita maggiore (+6,3%), su quella di consumo (-1,5%) grava la flessione già registrata dal 2015 al 2014, unita alle perdite attribuibili a sole due coop che nel 2016 perdono 103 milioni di euro.

Crescono patrimonialmente e come addetti le coop culturali e turistiche, ed ottime performance anche in campo occupazionale per le cooperative sociali (+13%) e della cooperazione di servizi (+7,4%) che insieme assorbono il 65% di tutti gli addetti del mondo Legacoop.

Una recente analisi su un singolo settore dell’economia cooperativa negli anni della crisi, quello agroalimentare (il nostro articolo La cooperazione agricola italiana), aveva evidenziato un terzo elemento di divario che si aggiunge a quelli settoriali e dimensionali, il dualismo strutturale che continua a mantenersi sia tra le cooperative sia nell’impresa di capitale nello sviluppo delle due aree del Paese. Basti pensare che gli approvvigionamenti della cooperazione agricola, se nelle regioni settentrionali raggiungono il 51% della Produzione lorda vendibile (plv), nel Mezzogiorno sfiorano il 12%.

Tale divario non inficia tuttavia sulle performance del settore agroalimentare: analizzando i dati dei bilanci 2013-2015 di 2.683 cooperative e 13.089 società di capitali, anche il Rapporto 2017 dell’Osservatorio della cooperazione agricola italiana registra performance migliori da parte delle società cooperative, che pur scontando una flessione del fatturato nella classe dimensionale sopra i 40 milioni di euro rispetto alle società di capitale, hanno tenuto maggiormente in termini di occupazione e livelli salariali.

La crescita dell’occupazione nella transizione tra crisi e ripresa è l’elemento che più allinea le cooperative di Legacoop Liguria alla rilevazione nazionale.

La nostra indagine sulle imprese cooperative in Liguria negli anni della crisi – realizzata a fine 2017 sulla totalità delle imprese associate a Legacoop Liguria nella serie storica 2010-2016 e cui si rimanda per le infografiche – evidenzia l’attitudine delle imprese cooperative liguri a creare lavoro in uno scenario generale caratterizzato dalla riduzione degli occupati.

A fronte di un sensibile calo nel numero complessivo delle imprese, durante il periodo peggiore della la crisi e nel triennio di ripresa è corrisposto infatti in Liguria un aumento del numero degli addetti (che, ricordiamo, è la somma tra dipendenti e soci lavoratori). In sette anni le imprese cooperative di Legacoop Liguria sono diventate quindi più grandi della metà: dai 34 addetti in media per cooperativa del 2010 ai 50 del 2016. 

Nell’evoluzione degli occupati, preso atto del rilevante picco nel 2012 che segna il massimo della serie storica con 22 mila addetti, l’incremento dal 2010 (13.300) al 2016 (15.700) è nell’ordine del 18%. Si tratta di una crescita rilevante ed in controtendenza col dato regionale dell’occupazione, diminuito tra il 2010 e il 2015 (ultima rilevazione Eurostat) da 624 mila a 610 mila: 14 mila lavoratrici e lavoratori in meno, per una contrazione del 2%.

Da sottolineare, tuttavia, come tra il 2014 e il 2016 (arco temporale dell’indagine dell’Area Studi) l’incremento in valori assoluti degli addetti delle cooperative di Legacoop Liguria avvenga più gradualmente (+2,6%) della media nazionale di imprese Legacoop (+6,4%).

Dato in parte attribuibile allo scarso dinamismo che i principali osservatori attribuiscono all’uscita dalla crisi economica e occupazionale, per via delle note caratteristiche strutturali e di assetto economico della regione ligure.

Il report è scaricabile da questa pagina o dalla pagina Ricerche del sito areastudi.legacoop.coop

Il podcast con il commento del presidente di Legacoop Liguria Gianluigi Granero

Risorse

Rapporto Censis sulla cooperazione italiana, 2012 (link al sito della Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche)

La cooperazione italiana negli anni della crisi, II Rapporto Euricse, 2015

Unioncamere Liguria, Focus congiunturali – Mercato del lavoro: anno 2016

Le infografiche sulle cooperative di Legacoop Liguria

L’articolo di Stefano Gaggero Le cooperative in Liguria

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