I cittadini non UE nella città metropolitana di Genova

Redazione - 31 Mag 2018 - 15:53
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Pubblicati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i dati sulla presenza di cittadini non comunitari nelle 14 città metropolitane italiane: il 7% circa della popolazione residente nell’area metropolitana di Genova è di cittadinanza non comunitaria, crescono studenti e richiedenti asilo

Al 1° gennaio 2017 sono regolarmente soggiornanti in Italia 3.714.137 cittadini extra UE: di questi, poco più di 65.000 risiedono nella città metropolitana di Genova, per un’incidenza pari al 6,9% sul totale dei residenti nella stessa area. 

Una quota sensibilmente superiore (+1,3%) alla media nazionale di 5,6%: in sei anni la popolazione straniera nell’area è cresciuta di 8mila unità ed è ripartita in maniera non omogenea sul territorio, con punte del 7,9% nel comune capoluogo e in percentuale superiore al 8% dei residenti in tre Comuni dell’immediato levante genovese (Rapallo, Mezzanego e Borzonasca).

Dal punto di vista demografico i cittadini metropolitani non comunitari risultano equamente ripartiti per genere (49,9% le donne), con un’età media superiore ai 50 anni nel 19,4% degli insediati e una quota di minori di poco superiore (20,6%, inferiore alla media nazionale del 21,9%) quantificata in 13mila ragazzi di cui 11.531 inseriti nel sistema scolastico cittadino. 

Elevata la quota di studenti universitari, la cui incidenza sulla popolazione accademica è del 8,9% degli iscritti contro una media nazionale del 4,6%: percentuale che porta Genova con i suoi 2.826 studenti stranieri in testa alla classifica delle città metropolitane.

Poco più di tremila gli immigrati regolari richiedenti asilo o protezione umanitaria (3.132), aumentati del 62,7% rispetto all’anno precedente in linea con la tendenza nazionale.

Quanto alla loro collocazione professionale, i cittadini provenienti da paesi terzi rappresentano l’8% degli occupati nella città metropolitana di Genova, con un tasso di occupazione inferiore alla media dei residenti (56,8% a fronte del 63,7%) e un tasso di disoccupazione decisamente più elevato sia rispetto al territorio (25,8% contro 8,1%) sia rispetto alla media nazionale (16%).

Il terziario assorbe più dell’80% degli occupati extra UE, a fronte del 68% rilevato a livello nazionale. Segue il settore edile, dove trova impiego il 13,5% degli occupati non comunitari dell’area, contro l’8,7% in Italia. Date le peculiarità dell’economia locale sono ben inferiori a quelle registrate sul piano nazionale le quote di occupati nell’industria  (5,8%, a fronte di 18%) e in ambito agricolo (0% contro 5,4%).

Più basse rispetto al resto dei residenti le retribuzioni, con la fascia salariale inferiore agli 800 euro mensili rappresentata da più del 40% degli occupati. 

Alta la quota di imprese a titolarità non comunitaria: nel commercio (43,5%) e nell’edilizia (34,2%) si concentra la maggioranza delle 8.019 imprese individuali di cittadinanza non comunitaria, oltre il 18% dell’impresa individuale cittadina. 

I dati 2017 ribadiscono il quadro già noto da tempo riguardo alla provenienza dei nuovi cittadini: con 17mila unità la comunità ecuadoriana è da anni la prevalente, rappresentando più di un quarto del complesso dei cittadini non UE presenti a Genova e il 21% degli ecuadoriani presenti in Italia. Nella classifica delle presenze seguono a due cifre Albania (14,6%) e Marocco (10,4%), poi Cina Ucraina e Perù rappresentati da circa 3mila cittadini per nazionalità.

I Rapporti sono curati dalla Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il supporto di ANPAL servizi SPA

Sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali i Rapporti relativi alle città metropolitane di Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma capitale, Torino Venezia e il Quaderno di sintesi

Il Rapporto sulla città metropolitana di Genova è scaricabile anche da questa pagina

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