Futuro anteriore: rapporto Caritas su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia

Redazione - 19 Nov 2017 - 10:54
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In occasione della prima Giornata mondiale dei Poveri (19 novembre 2017),  istituita da papa Francesco al termine del Giubileo della Misericordia, è stato presentato il 17 novembre a Roma, presso l’Associazione stampa estera, il rapporto Futuro anteriore – Rapporto 2017 su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia, realizzato da Caritas Italiana e scaricabile anche da questa pagina.

Il tema delle nuove povertà, al centro della nostra recente inchiesta La società dei vulnerabili: povertà e famiglie in Liguria, è qui centrato sulle nuove generazioni, le più colpite dai recenti processi di impoverimento, direttamente generati o concomitanti alla crisi economica decennale.

Le  diradate  opportunità  occupazionali  stanno  impedendo  ai giovani italiani ed europei di costruirsi un futuro, costretti a posticipare le tappe dell’autonomia economica, dell’uscita dalla casa genitoriale, della costruzione di un nuovo nucleo familiare.

Il titolo stesso del report, Futuro anteriore, rimanda allo sguardo disincantato verso un futuro che vedono costellato di incognite e di incertezze, cui si somma una malinconica nostalgia verso un passato idealizzato. Uno schema che abbiamo già trovato nelle inchieste tra i millenials italiani e liguri.

In Italia vivono in uno stato di grave povertà 4 milioni 742mila persone (il 7,9% dei residenti), un totale di 1 milione e 619mila famiglie (pari al 6,3% dei nuclei familiari). Anche nel 2016 si registra un lieve incremento dell’incidenza della povertà, disattendendo la speranza in un cambio di tendenza di quel trend negativo che ormai dal 2007 appare continuo e inarrestabile. In termini percentuali nell’ultimo decennio si è registrato un incremento del 165,2% del numero dei poveri.

L’Italia è seconda solamente alla Spagna nel numero di persone che dal 2010 al 2015 hanno peggiorato la loro condizione economica. Seguono il Regno Unito (982mila persone in più) e la Grecia (782mila). Sul versante opposto, vi sono invece Paesi europei dove il numero di persone a rischio di povertà è diminuito: 2 milioni 731mila poveri in meno in Polonia; 1 milione 680mila poveri in meno in Romania; 439mila in meno in Bulgaria e 262mila in Germania.

Nel rapporto si sottolinea come il miglioramento della situazione in alcuni Paesi potrebbe anche essere stato influenzato da un migliore utilizzo delle risorse e dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per il contrasto della povertà e dell’esclusione sociale.

Se negli anni antecedenti la crisi economica la categoria più svantaggiata era quella degli anziani, da circa cinque anni si sta assistendo a un completo ribaltamento della situazione. Sono proprio giovani e giovanissimi under 34 a vivere la situazione più critica, decisamente più allarmante di quella vissuta un decennio fa dagli ultra-sessantacinquenni.

In Italia, oggi, un giovane su dieci vive in uno stato di povertà assoluta; nel 2007 si trattava di appena un giovane su 50. In soli dieci anni l’incidenza della povertà tra i giovani (18-34) passa dall’1,9% al 10,4%; diminuisce al contrario tra gli over 65 (dal 4,8% al 3,9%).

Ancora più allarmante risulta essere la situazione dei minori; in Italia se ne contano 1 milione 292 mila che versano in uno stato di povertà assoluta (il 12,5% del totale; nel 2015 erano il 10,9%). La situazione appare particolarmente critica tra le famiglie con tre o più figli minori: l’incidenza della povertà assoluta sale infatti al 26,8%, coinvolgendo così quasi 138 mila famiglie e oltre 814mila individui.

Il Rapporto Caritas presenta anche un focus sui Centri di Ascolto delle zone di confine in cui viene dettagliato il caso della diocesi di Ventimiglia. Nel 2016 le persone transitate presso il centro di ascolto Caritas Intemelia e ospitate nella Chiesa di Sant’Antonio (entrambi al confine con la Francia) della diocesi di Ventimiglia-Sanremo sono state 15.720. Numeri eccezionali, se si pensa che mediamente nei centri di ascolto Caritas italiani transitano al massimo un centinaio di persone in media.

Si tratta perlopiù di profughi in transito verso la Francia con un’età compresa tra i 18 ed i 34 anni (84,3%). La percentuale è gravata dall’alto peso dei minori, che corrispondono al 6,6% del totale (1.051 in termini assoluti).

Rispetto alla cittadinanza oltre la metà degli individui incontrati provengono dal Sudan (51,2%); seguono poi con consistenze decisamente inferiori gli eritrei (11,2%), gli etiopi (4,5%), i guineani (2,9%, i maliani (2,1%).

Scarica il report Futuro anteriore – Rapporto 2017 su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia dal sito di Caritas Italia

Vai all’anteprima del Cares di Caritas Europa Poverty and social exclusion among young people Italy Report, November 2017

Vai all’indagine di CSC Liguria curata da Stefano Gaggero La società dei vulnerabili: povertà e famiglie in Liguria

Leggi l’articolo di Luca Borzani, La retorica che fa male alla Liguria più povera su Repubblica Genova del 18 novembre 2017

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